|
E' proprio vero: la voglia di cultura, quando c'è, non conosce confini, limiti, freni, a qualsiasi età. E così anche un nutrito gruppo di volontari ed associati Anteas di Basilicata ha inserito all'interno del programma annuale di promozione culturale una visita al Museo Archeologico Provinciale di Potenza. Sotto l'attenta guida della dottoressa Anna Grazia Pistone i visitatori hanno conosciuto la storia del museo e quella dei suoi tre primi direttori, Vittorio De Cicco, Concetto Valente e Francesco Ranaldi, nonché la pinacoteca in cui sono esposte le tele dei lucani Di Chirico, Brando, Tedesco, Claps e quelle del Guerricchio, Squitieri, Carlo Levi, Pirandello e Guttuso. Il racconto della dottoressa Renata Lucia ha permesso di ritornare indietro nel tempo, quando Ranaldi scoprì i reperti di età arcaica in agro di Filiano, località Tuppo dei Sassi: un insediamento preistorico del bacino di Atella che ancora oggi è meta di visite da parte degli amanti dell'archeologia. La vita delle genti di 700.000 anni fa, le scene di caccia al mammuth si sono materializzate, come d'incanto, attraverso il racconto intenso della dottoressa Lucia. Quindi la direttrice del museo, la dottoressa Cri-stina Caricati, ha parlato con entusiasmo e coinvolgimento dell'assetto attuale della struttura, illustrando i risultati ottenuti e i progetti futuri. Ma la sete di cultura non si era ancora placata: ecco che il gruppo, dandosi appuntamento dopo qualche giorno, ha visitato la Galleria Civica di Palazzo Loffredo, sempre a Potenza, che ospitava l'esposizione di quadri riguardanti San Francesco d'Assisi dipinti tra il XV e il XVIII secolo. Guidati dalla dottoressa Annarita Sannazaro, gli iscritti Anteas hanno ripercorso la vita del santo, le sue opere, la simbologia esistente nelle tele. A valle di questa seconda visita, grazie al riscontro fortemente positivo avuto da parte di tutti gli associati, è nata l'idea di formulare un progetto riguardante l'archeologia da vivere in aula e sul campo, impegnando possibilmente le guide che così abilmente hanno trasferito il sapere agli associati.
|