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"DA UNA MANOVRA FINANZIARIA INIQUA EMERGE UNA DOMANDA DI UNITA' CONFEDERALE". di Ermenegildo Bonfanti * Segretario Generale Fnp Cisl
Il Senato della Repubblica ha approvato il 7 settembre 2011 con voto di fiducia (il 49° nella legislatura) la manovra finanziaria quater con una nuova modifica sulla base di un maxiemendamento presentato dal Governo, e con la persistente carenza di misure strutturali rivolte alla crescita economica.
Il giudizio fortemente negativo per iniquità ed inefficacia espresso dalla Fnp sul contenuto della successione delle manovre si estende anche alle ultime modifiche in particolare:
 all’aumento dell’IVA dal 20 al 21% per il suo carattere recessivo e di contrazione dei consumi e perché, essendo rivolto alla platea generale dei cittadini, incrementa l’iniquità della manovra chiedendo costi aggiuntivi che diventeranno fattori di disuguaglianza per i ceti più deboli e le classi più svantaggiate;
 sull’età pensionabile delle donne nel privato secondo un percorso che parte dal 2014 e si conclude con la parificazione nel 2026 che, come per le donne del pubblico, non tiene conto del doppio carico di lavoro connesso alle responsabilità familiari e dei bisogni di cura che gravano sul nucleo familiare e\o su coloro che non possono permettersi di acquisire servizi di aiuto e di cura sul mercato.
La manovra nel suo complesso dimostra tuttavia da un lato l’incapacità assoluta del Governo e della sua maggioranza ad affrontare la crisi finanziaria, negata per troppo tempo, ed a elaborare misure efficaci, ispirate ad un principio di equità, capaci di mettere i conti in ordine, di razionalizzare la spesa, di contenere il debito pubblico.
Anche l’opposizione parlamentare, articolata nell’analisi della situazione e nelle proposte di soluzione, dimostra ampiamente evidenti limiti di governabilità e, come per la maggioranza, si compone di varie frazioni ( o anime) che alimentano una visibile confusione di idee.
Il problema quindi è che manca una classe dirigente degna di questo nome, capace di costruire un piano credibile per aggredire le ragioni della crisi, per recuperare una concreta sovranità decisionale pur nel contesto delle istituzioni europee, per ridiventare affidabili nel mercato e credibili per i suoi operatori, per tornare a fare sviluppo.
Ma in un quadro istituzionale che tenta di recuperare l’idea di futuro, partendo dall’ ora drammatica che attraversa il Paese, un ruolo fondamentale spetta alle forze sociali ed, in particolare, al sindacato confederale.
Dopo l’accordo del 28 giugno, per varie ragioni, si è manifestato un differenziale di percezione fra Cgil, Cisl e Uil che ha rafforzato la logica del bipolarismo sindacale in base ad una scelta fra un antagonismo aprioristico ed una forma di dialogo collaborativo, che diventa un allentamento del valore dell’autonomia, cruciale per esprimere un orientamento valido e costruttivo nella gestione del Paese.
Il disagio sociale diffuso dei lavoratori, delle lavoratrici e dei pensionati, dei giovani che chiedono più certezze per il futuro, il malessere dell’ intera società italiana, non è soltanto un fatto economico, si esprime secondo le mosse, anche strumentali, degli attori sociali (come manifestazioni, scioperi, ecc.).
Il sindacato confederale dividendosi perde il profilo di grande soggetto di giustizia distributiva e di promotore del lavoro e non è più in grado di indicare un orizzonte di fiducia e di sviluppo e, infine, di far valere le ragioni dei ceti più deboli ( in particolare dei pensionati, dei giovani e delle donne).
La diaspora sindacale, quando perde addirittura il filo del dialogo unitario, alimenta uno scenario di scioperi e manifestazioni separate, ma, soprattutto, di sconfitte che rimangono tali anche nello sventolio di bandiere di organizzazione.
La Fnp, in assonanza con l’espressione più lungimirante della Cisl confederale, invita a guardare al futuro attraverso una coraggiosa riapertura del dialogo unitario partendo proprio dall’accordo del 28 giugno, condizione che rende anche il contenuto dell’art. 8 della manovra del tutto complementare, anche in relazione alla manifestazione di volontà della Cisl e della Uil di non ricorrervi, non avendolo peraltro richiesto (la responsabilità rimane del tutto in capo al Ministro del welfare che, nella circostanza, allunga la serie dei propri infortuni).
La Fnp, inoltre, deve riflettere sul ruolo svolto dalla figura dell’anziano e del pensionato, nella manovra finanziaria, quale “capro espiatorio”, in solido con il pubblico dipendente, di una pervicace volontà persecutoria e di dissoluzione della cittadinanza, posta in essere da un Governo dominato dall’incapacità e dall’odio verso una componente sociale ritenuta estranea alla propria area di consenso.
L’anziano diventa in tal modo “protagonista“ in negativo della vita sociale, dopo esserlo diventato in senso statistico del processo di allungamento della vita, e in senso solidale dalla funzione della famiglia come vero ammortizzatore sociale con una dimensione intergenerazionale che, nella dissoluzione delle prospettive, recupera un’idea di futuro.
Il rilancio di una confederalità unitaria consentirà di determinare la sostenibilità del progresso, prendendo coscienza che lo sviluppo deve riprodursi in una società più giusta ed in un rapporto sostenibile con la natura, all’insegna di un benessere più reale, anche se in una dimensione più contenuta, ma anche più diffusa.
La manovra finanziaria resta in ogni caso inaccettabile perché iniqua, perché inquina l’equilibrio dell’apparato produttivo, l’efficienza e la
produttività della pubblica amministrazione, il lavoro dei giovani, la distribuzione del benessere delle famiglie, la tutela dell’anziano e delle forze emarginate della società.
Pertanto la Cisl e la Fnp restano in campo, recuperando lo spirito unitario della parti sociali, per concorrere ad elaborare un piano che preveda la semplificazione della politica, l’eliminazione degli sprechi e degli abusi della spesa pubblica, riorganizzando gli assetti istituzionali; la riforma della delega fiscale per rimodulare le aliquote verso i redditi più bassi e verso le famiglie; per introdurre una tassazione sui grandi patrimoni immobiliari e mobiliari, per ridurre il deficit e per creare un Fondo per lo sviluppo; per utilizzare l’incremento dell’Iva per finanziare un equivalente sgravio sul lavoro e sull’impresa; per incidere sul profilo qualitativo della manovra utilizzando l’eccedenza del saldo ( di ben 4,4 miliardi di euro) per la riforma fiscale (soprattutto a favore del sistema delle detrazioni, delle deduzioni e agevolazioni fiscali) e per la riforma dell’assistenza.
Un sindacato confederale unitario, oltre a dare un senso compiuto alla dimensione democratica del Paese, si dovrà anche impegnare a rilanciare una concreta politica per la crescita economica, fungendo anche da polo di sintesi della responsabilità creativa diretta delle parti sociali, per incentivare gli investimenti, per creare occupazione, soprattutto giovanile e femminile.
In questa prospettiva si colloca l’impegno crescente della Fnp, con la sua capacità elaborativa, con lo sviluppo della concertazione territoriale, con l’impegno solidale per rendere inclusiva la società, con il ruolo sempre più intergenerazionale, con l’impegno civile con il quale tutti, direttamente o indirettamente, dovranno fare i conti.
Naturalmente dovrà continuare ed allargarsi la mobilitazione nel territorio, attraverso manifestazioni e presidi e, in ogni caso, con un confronto con Regioni e Autonomie Locali per concorrere a definire le ricadute dei tagli esiziali della manovra finanziaria nelle politiche di bilancio e nel
finanziamento dei servizi del welfare locale, partecipando attivamente anche nella formazione delle scelte di autonomia impositiva locale e nella determinazione delle tariffe.
La matrice logica della mobilitazione consiste infatti nel discutere e riflettere insieme e di conseguenza nel proporre su quale sviluppo e su quale idea di equilibrio sociale deve caratterizzare il tessuto compositivo dei territori, colmando, per quanto possibile, differenze ed iniquità .
*Segretario Generale Fnp Cisl Roma, 9 settembre 2011
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